29 febbraio 2008

Telecom non rispetta la mia privacy!

Spett. Telecom Italia / Matrix,

Sono cittadino italiano, recentemente trasferito all'estero (Regno
Unito), in via definitiva e permanente.

Fino alla mia parteza per il Regno Unito sono stato utente dei servizi Alice/Virgilio.

Prima del trasferimento all'estero ho richiesto mediante fax a Telecom Italia, la cancellazione del mio account Alice Mail (posta elettronica gratuita), e dei relativi dati personali. Ho infatti necessità di dismettere tale indirizzo di posta elettronica, senza lasciarlo semplicemente decadere, ma con certezza sulla data di chiusura.
Peraltro, tale diritto è sancito dall'Art. 12 delle Condizioni Generali
di Contratto del servizio Alice Mail.
Decorsi inutilemnte i termini contrattuali, ho inoltrato via fax una
notifica di messa in mora.

Trascorsa inutilmente anche tale notifica, ho deciso di reinviare la
richiesta mediante raccomandata A/R, in modo da conservare piena tracciabilità delle comunicazioni.

A tutt'oggi, a termini abbondantemente decorsi, non solo tale account non è stato chiuso, ma

- Telecom Italia mi ha contattato telefonicamente (dalla Sede di Milano) per comunicarmi che "delle norme di contratto se ne frega.
Se non mi piace, posso andare a farmi friggere o rivolgermi al Co.Re.Com, che intanto non risponde" (purtroppo, in questi
termini)

- avendo tentato di contattare Telecom Italia ad un indirizzo e-mail di assistenza (oggi non più esistente) da un mio account e-mail non precentemente noto a Telecom, ho iniziato a ricevere da Telecom, su tale account, un'invasione di posta pubblicitaria
riguardante i servizi Alice. Naturalmente, senza alcuna possibilità da parte mia di revocare alcuna autorizzazione, peraltro mai concessa.

L'account in questione è xxxxx@alice.it. L'account su cui ricevo
pubblicità idensiderata è xxxxxxxxxxx@inwind.it .

Tra tale ultimo contatto telefonico e la mia partenza sono trascorsi
circa quindici giorni, nei quali ho chiamato l'Assistenza Clienti Telecom quasi quotidianamente, senza alcun esito.

Sono ora all'estero e, con questo, non ho neanche più la possibilità di chiamare o inviare fax a Telecom Italia che, per i servizi di assistenza, utilizza una numerazione non geografica, non raggiungible dall'estero.

Desidero disattivare la casella xxxxxx@alice.it, e smettere di ricevere qualsiasi e quasivoglia comunicazione da parte del Gruppo Telecom Italia. Il mio nome è Mario Ettore Giardini ed il Codice Fiscale XXXXXXXXXXXXXXXXXX. Tutti gli altri dati necessari sono disponibili da mesi, con firma in originale e copia di miei documenti di identità, presso Telecom Italia.

Tento questo ultimo contatto via e-mail, essendo Matrix l'unica entità giuridica del Gruppo Telecom ad avere conservato un indirizzo e-mail relativo alla privacy, e gestendo Matrix il portale di accesso alla casella di posta elettronica in oggetto.

Il presente messaggio è inviato in copia a tutti gli indirizzi Telecom
Italia a me noti, alle principali Associazioni Consumatori, ad organi di stampa che tradizionalmente seguono queste situazioni, ed al Garante per la Privacy.

Fallito questo ultimo tentativo, trasmetterò alla Sede Legale di Telecom Italia la relativa raccomandata di messa in mora per violazione contrattuale sul dirtto di recesso e per violazione della privacy e, trascorsi i termini legali di 15 giorni, adirò le vie giudiziali.

L'unico conforto è che, essendo ormai la mia Residenza all'estero, ed avendo Telecom Italia commesso non solo violazioni contrattuali, ma veri e propri reati di competenza penale, il Co.Re.Com non è più competente, ed un parere del gudice di pace non è più obbligatorio, e quindi posso passare direttamente ad una vera e propria denuncia.

Naturalmente, in tale malaugurato caso, non mancherò di mantenere informate le associazioni consumatori e gli organi di stampa di cui sopra, nonché il Garante per la Privacy.

Attendo con urgenza le eventuali notizie ed informazioni che vorrete cortesemente fornirmi in merito al (gravissimo) problema.

Mario Giardini

26 febbraio 2008

Cambio dell'URL del Blog

Nei prossimi giorni il blog cambierà url.

Toglieremo "blogspot" dall'indirizzo, rendendolo più raggiungibile.

Il blog potrebbe avere qualche problema di visualizzazione (poco probabile ma possibile).

18 febbraio 2008

SEFLOW - un'esperienza poco edificante

Dopo quasi 3 anni in cui ho vissuto momenti d'inferno, vado finalmente ad esprimere la mia opinione, personalissima e priva di ogni interesse concorrenziale, sul provider di servizi web SEFLOW.
Tutto inizia quando un'esponente di questa ditta, anni fa, prende a pubblicizzarla spesso su un noto forum per webmasters; le offerte sembravano buone e il tono quello di chi è simpatico e disponibile a un rapporto diretto con i propri clienti.

E vabbè, prendo un vps di prova e inizio l'avventura. Il software in dotazione per la gestione, directadmin, non sarà il massimo ma è decente. Nulla a che vedere con cPanel, diciamo che è un'alternativa economica, senza infamia e senza lode, con cui comunque riesco a gestire i servizi dei miei clienti e ad aggiornare i softwares in modo soddisfacente.
Di per sé il vps ha una buona banda, unico (a mio modesto parere) vero punto di forza di questa ditta, ma i sistemi sono installati in modo approssimativo, tanto che nel mio mancava addirittura la swap e i softwares installati.
Nel primo periodo, l'assistenza via ticket risponde - se non subito - piuttosto rapidamente.
Ma naturalmente non è tutto oro ciò che luccica...
Dopo circa sei mesi (quindi il tempo di essermi stabilito), le cose cambiano in modo drastico.
Una richiesta di assistenza urgente o a priorità alta viene servita con giorni di ritardo. Alle mie normali proteste, mi viene risposto in maniera strafottente, aggressiva, col tono di chi ha ragione ed è superiore a te.
Non importa che il mio server / vps sia bloccato, in crisi, spento, l'assistenza mi risponde quando vuole e in alcuni casi mi offende. Il problema sono sempre io ("e i miei toni").
Del resto la mia impressione (ripeto, solo mia, il che potrebbe o non potrebbe esser vero) è che ci siano una manciata di tecnici, tipo 3/4, per tutta la webfarm, che non ce la fanno a gestire questo carico di lavoro.
Ciononostante, ahimé, persisto... conoscendo bene la fatica di spostare oltre 30 siti web alcuni dei quali ad alto traffico, con relativi databases, account email su server mX locale e quant'altro, prendo addirittura un server dedicato...
... beh, non mi dilungherò oltre.

In seguito ad un'altra controversia (assistenza che non mi risponde via ticket con mx e ssh in palla).
Ritengo personalmente di aver subito una minaccia, sotto forma di esplicito (esplicitato tramite messaggistica in linea dallo stesso personale tecnico) ricatto.
Mi sono sentito trattato come un burattino, per la serie "i fili tanto li tengo io", alla mercé di fornitori privi di ogni rispetto per me come cliente.. e come scoprirete cercando un po' in rete non solo me.

Non è piu' possibile.

Mi sono spostato su un provider inglese di fama internazionale (centinaia di migliaia di clienti), e ora è TUTTA UN'ALTRA MUSICA.
Quest'esperienza mi ha insegnato quanto l'affidabilità di una ditta dipenda dalle persone che vi lavorano.
E con le persone che lavorano presso Seflow, personalmente, non voglio avere mai piu' nulla a che fare.

T.A.

Eutelia e Fastweb: come Iliade e Odissea

Nel 2005, sentendo la necessità di dotare l'esercizio commerciale di mia moglie di una linea adsl e di un numero "geografico", sottoscriviamo Eutelia Vol@ di Eutelia. Dopo un paio di mesi di servizio di decente qualità (2 Mega erogati - 4 mega sottoscritti), all'improvviso la linea diventa scadente, ormai è impossibile non solo navigare, ma addirittura chmare o ricevere telefonate. Avvertito il forte disagio, nonchè il cospicuo danno economico (trattasi di attività che lavora su appuntamento) invio svariate segnalazioni ad Eutelia, ma nulla.. Dopo circa 3 mesi di pene e dopo che addirittura la linea viaggia al di sotto del minimo di banda garantita, metto in mora Eutelia e disdico il pagamento con RID. Allora... puff, magia, Eutelia finalmente mi contatta, ma non per risolvermi il problema... solo per richiedere i pagamenti arretrati.

Cerchiamo una soluzione bonaria: Riprendo i pagamenti se mi sistemano la linea e, per una sorte di compensazione, gli arretrati si saldano con i danni che gli avevo chiesto. Risultato? Se voglio che mi sistemino la linea, devo pagare gli arretrati..  Che ridere.
Si arriva all'apoteosi dell'osceno quando, dopo avermi staccato la linea per morosità, continuano a chiedermi i canoni dei mesi in cui la linea è definitivamente staccata, out. Mi scompiscio quando mi dicono: Signore, ma anche in Telecom, se lei non fà alcuna chiamata paga lo stesso il canone....!! Differenza: Con Telecom posso decidere IO se chiamare o no. Con la linea staccata diventa difficile...

Mi hanno chiesto il saldo per altri 8 mesi, poi sembrano spariti. Meglio per loro.

Terminata l'odissea Eutelia, ci imbarchiamo nell'epopea Fastweb.

Convinti dal rivenditore Fastweb che ci garantiva l'ottima copertura di Fastweb nella nostra zona, sottoscriviamo fastweb adsl e chiamate (e via con un nuovo numero di telefono!). Leggo il contratto e mi tranquillizzo capendo (sarà pure italiano?) che Fastweb PRIMA di attivare una nuova linea, effettua delle prove sulla stessa, al fine di verificare la compatibilità, dapprima con la 20 mega, poi con la 12 ed, infine con la 6 mega.
In un batter di click Fastweb ci allaccia a se.
Memore del 1° episodio, subito smanetto sui vari server, compreso quello di fastweb, per verificare la velocità di conessione. Più adirato che deluso, scopro che la mia fantastica connessione a banda larga  và a.... 1,2 Mega. Ah, e ci volevano loro?!?
Subito contatto il servizio clienti che mi dice di aspettare un paio di giorni perché spesso la linea a bisogno di assestarsi, oltreché i loro "smanettoni" passano giorni ad ottimizzarti la linea ed a fare varie prove.
Dopo 2 giorni mi arriva una mail che mi comunica che la 20 Mega non è attivabile sulla mia linea. L'avevo immaginato, ma mi aspetto "almeno" la 6 mega, visto che sarebbe divino aspettarsi la 12 Mega.... Ed aspetto invano. Fastweb, a prezzi esorbitanti, continua a darmi una banda a meno di 1,2 Mega. Subito (entro 7 giorni dall'allaccio) facco una raccomandata avvalendomi del diritto di recesso entro 7 giorni per LORO inadempienza contrattuale e chiedo la dismissione della linea e la decadenza del contratto senza PENALI e senza alcun costo a me addebitato.

Imperterrito, contatto il call center chiedendo:
<<come mai non riesco ad andare oltre la 1,2 mega?>>

Risposta?
<<La centrale telefonica che serve la sua utenza e obsoleta e Telecom, nonostante ripetuti solleciti e segnalazioni, non ha interesse a sostituirla. Aspetti fino a dicembre (altri 6 mesi) e vedrà che le cose forse si sistemeranno...>>

Capisco che non è colpa loro, ma ovviamente, desisto.
In 7 giorni dalla ricezione della raccomandata mi" cancellano" dal loro superveloce mondo.
Premetto che ormai mi sono fatto furbo: dopo la prima fattura disdico il RID.
Ora, alla luce della Bersani, mi chiedono 50 € di contributo ai costi di installazione della nuova linea. Ridicolo. Signor Fastweb, da contratto, quella linea non avreste MAI dovuto installarla!!
Qui il dunque.
Se alcune centrali sono obsolete o non possono reggere "quanto i provider promettono" ed acclarato che Telecom (ovviamente) non ha alcun interesse a sostituirle, perché non si promette (e sottoscrive) ciò che realmente si può offrire? Perché questa continua presa per i fondelli? Ma credete che i consumatori siano capre?
Oltretutto, potreste (voi maghi del business e dell'alta velocità) adattare i vs. contratti al servizio REALMENTE reso, e non fare i prepotenti e subdoli sperando che l'utente ceda, si accontenti o, peggio ancora, non se ne accorga?!
Dico a Fastweb: Se avessi modulato il canone mensile ad un importo equo per una 1,2 mega (come proposto) forse oggi avresti un utente in più, che magari attenderebbe anche 10 mesi per una linea migliore ma, che nel frattempo, non si sentirebbe ne preso in giro e ne derubato.

Saluti,

Luca C.

Ps. Scusate lo sfogo, ma BASTA alla predominanza dei provider, dei gestori di telefonia mobile e di chiunque pensi d'essere INDISPENSABILE.

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13 febbraio 2008

Italiarredo - la considerazione del cliente dalle parole di una dipendente

PREMESSA: questo è un commento che è stato lasciato sul blog in risposta a questo post che parla di Italiarredo.
Non sappiamo se l'autrice sia realmente una dipendente dell'azienda; in ogni caso l'autrice se ne assume tutte le responsabilità (gli indirizzi IP sono registrati dal provider).
Fatto sta che ciò che è stato scritto non corrisponde alla dimensione ideale che il cliente dovrebbe avere per un'impresa.
NB: Le parti in grassetto sono evidenziate da noi, e servono ad evidenziare affermazioni a nostro modo di vedere poco etiche.

Foto: Lazie Wasabi

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Link al commento originale

Allora sono una ragazza che lavora all'Italiarredo partiamo con il dire che ho un contratto indeterminato e ho 21 anni...forse vuol dire che ai dipendenti che se lo meritano l'azienda è molto seria, invece le persone che sputano nel piatto dove hanno mangiato vuol dire che non erano in grado di lavorare seriamente all'Italiarredo. Infatti i cosiddetti capi dell'Italiarredo sono tutti ex venditori di mobili di Roma quindi conoscono molto bene tutti gli articoli...
L'Italiarredo è un mobilificio che punta ad un targer medio/basso qundi alcuni mobili non sono imperiali ma economici e come tali devono essere trattati. Quindi nel montaggio o nel trasposto si possono rovinare, per questo c'è un ufficio assistenza che esegue i riordini del materiale, e per forza bisogna aspettare circa 20/25 gg per la ricorsegna.
Poi, avete presente quanti pezzi ci sono in una cucina??? o in una cameretta??? se il fornitore si dimentica un pezzo è una cosa più che normale; e soprattutto sapete quato è facile sbagliare a prendere un collo in un magazzino di forse 4000mq?!?!?!con scatole con tutti i codici, sia per il ns. magazzino che per quello del fornitore?! Oppure sapete quanto è facile rompere un pezzo nel montaggio?! ma per molti cliente questo è impensabile loro hanno dato caparra allora l'Italiarredo si deve mettere hai loro piedi...ma sapere un'azienda di 500€ anticipati quanto se ne fa?? se presi un mese prima o un mese dopo che differenza credete che faccia?! La caparra serve solo perchè un cliente non arrivi un mese dopo dall'acquisto a dire ma guarda non mi serve più(anche se succede anche con la caparra) intanto noi abbiamo già la sua roba a magazzino! I più belli sono quelli che arrivano dicendo che alla consegna hanno sbagliato a pagare, perchè tutto si sarebbe già risolto se non pagavano...ma per favore! Perchè secondo Voi abbiamo un ufficio che guarda chi a pagato e chi no per risolvervi i problemi?! Surreale! Poi i montatori se non gli date i soldi(a parte con autorizzazione) Vi rismontano i mobili perchè non sono autorizzati a lasciarveli, se c'è qualcosa di rotto potete trattenervi il 10% con autorizzazione!
E quelli che vengono in punto vendita urlando come dei matti che vogliono chiamare i carabinieri...ma fate pure...intanto sappiamo già quello che vi rispondono....!
Molti non hanno ancora capito che non è un piccolo mobilificio di famiglia, che appunto come qualcuno a detto ha MercatoneUno dietro e di sicuro se ti arriva un porta Tv rotto non pensare che hai dirigenti dell'azienda gli interessi, cerchiamo di toglierti il disagio e riordinandotelo e bon non bisogna sempre farne una tragedia, sono mobili non caramelle! Comunque il più bel commento è stato quello che è stato terrorizzato dai montatori...ma fammi il piacere... non ho mai sentito nulla del genere e sono sicura che non lo sentirò mai!
Comunque è vero l'anno scorso c'erano un po' di problemi...ma adesso, infatti, sono stati eliminati molti fornitori che creavano alcuni problemi ed è stato cambiato il prezzo del trasporto e montaggio per avere montatori migliori e più motivati, L'italiarredo è una azienda giovane quindi ha dovuto sbagliare per migliorare, pultroppo a discapito dei cliente.
Poi ammetto che ci sono i clienti calamita, che gli capita tutto a loro e hanno mille assistenze e mi dispiace per questo ma è il mondo del mobile!

11 febbraio 2008 19.41

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A questo punto siamo curiosi di conoscere la posizione ufficiale di Italiarredo che, ricordiamo per correttezza, ha  manifestato la volontà di risolvere i problemi a noi segnalati.

La parte che abbiamo sottolineato è interessante. Qui sono state date informazioni utili a spiegare disagi effettivamente esistenti, e (premesso che siano informazioni reali) che si sta facendo qualcosa per risolvere le cause dei problemi.

Il nostro blog è aperto e trasparente. Le risposte ufficiali delle aziende chiamate in causa vengono pubblicate in un post ad esse dedicato. E questo vale per tutte le imprese.

ACU - Associazione Consumatori Utenti