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15 ottobre 2009

Giudice di pace di Roma: ricorsi postali fermi a giugno 2008.

Il sig. Daniele ci autorizza a pubblicare le sue due mail relative agli esiti di una ricerca effettuata presso gli uffici del Giudice di Pace di Roma sui ricorsi fino ad ora iscritti a ruolo. Abbiamo consigliato al sig. Daniele di presentare un esposto al Presidente del Tribunale di Roma, augurandoci che altri seguano il suo esempio.

La Redazione ACU

Gentili amici, immagino che la Vs. associazione sia a conoscenza dello stato penoso in cui versa l'ufficio del Giudice di Pace di Roma.
Ebbene, oltre 8 mesi fa mi informai presso tale ufficio sullo stato dell'iscrizione a ruolo dei ricorsi inviati per posta, e risultava che fossero stati iscritti i ricorsi pervenuti entro maggio 2008. Alcuni giorni fa, tornai ad informarmi e con mia sorpresa ho saputo che l'ufficio ha iscritto a ruolo i ricorsi arrivati entro giugno 2008 (!!!). In oltre 8 mesi l'ufficio del GdP ha iscritto solo i ricorsi giunti in un mese. Quindi i ricorsi per posta sono di serie B? Non si sta violando la legge? Vorrei sapere se la Vs. associazione ha iniziative in corso o sono stati già presentati esposti in merito.

Cordiali saluti

Daniele Brunetti - Roma

*** *** ***

Spett.le Associazione ACU,

in questo momento sono riuscito a parlare telefonicamente con l'ufficio del Giudice di Pace di Roma, che mi conferma la data ultima dei ricorsi per posta iscritti a ruolo: giugno 2008.
Ho trovato il caso macroscopico e mi risulta strano di essere il primo e unico ad aver notato questo fatto. Da più parti si sa, vi sono articoli su internet, della giacenza in uno stanzone di ricorsi in attesa di iscrizione, con tutti i problemi e conseguenze che risultano, dato che il ricorso è come se fosse inesistente. Persone che si ritrovano decreti ingiuntivi o cartelle, o ulteriori verbali per mancata dichiarazione del conducente che non sono stati bloccati sul nascere. Vi ringrazio per il consiglio, ma la mia speranza è che se fossimo in più persone a fare l'esposto forse verrebbe preso in maggior considerazione.

Cordiali saluti
Daniele Brunetti - Roma

28 luglio 2009

Emergenza Viareggio: dov'è il piano comunale di Emergenza??

COMUNICATO STAMPA Firenze 2 luglio 2009

VIAREGGIO: DOVE è IL PIANO COMUNALE DI EMERGENZA?

Abbiamo visto in televisione l’emergenza a Viareggio per il deragliamento e lo scoppio di (fortunatamente) una sola cisterna di GPL.

Abbiamo visto l’allestimento delle tende nella piazza del Comune.

Abbiamo aperto il sito ufficiale del Comune http://www.comune.viareggio.lu.it senza trovare come il cittadino si deve comportare allorquando si scatena una emergenza. Non solo, non abbiamo trovato indicazioni sul Piano Comunale di Emergenza e tantomeno dove sono ubicate le aree attrezzate per accogliere cittadini e i veicoli della Protezione Civile in caso di emergenza.

In parole povere, pare che la Legge 225 varata nel 1992 per attivare la Protezione Civile non sia operativa nel Comune di Viareggio: famosa città che nel periodo estivo raddoppia o triplica le presenze e che durante il famoso carnevale vede la presenza di decine di migliaia di persone provenienti da tutte le parti del mondo.

A questo punto nel 2009:

Dobbiamo ancora accettare di vedere in televisione concittadini che non sanno dove recarsi per essere in sicurezza e assistiti?

Dobbiamo sempre contare sull’improvvisazione e capacità dei cittadini italiani per far fronte alle continue emergenze?

Dobbiamo assistere a continui 8 settembre dove chi ricopre cariche pubbliche non ha organizzato quanto previsto e indicato dalle leggi?

Dobbiamo ricordare che senza i Piani Organizzativi, anche la semplice operazione di recupero dei beni dei cittadini colpiti diventa un’impresa onerosa e difficile se non sono stati individuati per tempo i magazzini dove depositarli nonché non si prevista la procedura informatizzata per catalogare detti beni e la loro ubicazione.

Dobbiamo ricordare che per l’attivazione della Protezione Civile LE RESPONSABILITÀ di un SINDACO partono dal lontano 1992, infatti, grazie alle indicazioni contenute nella Legge n. 225 del 24 febbraio 1992 istitutiva del Servizio Nazionale di Protezione Civile per la prima volta al Sindaco fu messo in grado di attivare una facile ed economica attuazione della pianificazione di emergenza (Piano Comunale di Emergenza) e le relative procedure per le manovre sul campo (Metodo Augustus).

Per sapere se il tuo sindaco ha attivato un efficace Piano di Protezione Civile domandati:

Dove mi devo recare in caso di: terremoto? esondazione? disastro chimico?

Se hai risposta significa che NON esiste nel tuo Comune un Piano Comunale di Emergenza secondo il Metodo Augustus e NON vivi in sicurezza, quindi, È TUO DIRITTO-DOVERE DI CITTADINO INVIARE ESPOSTO DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA per omessa attuazione della Legge n. 225 del 24 febbraio 1992.

Aprendo: http://www.incamper.org/dettagli_pubblicazione.asp?id=1 puoi scaricare e inviare al tuo sindaco il famoso e utile manuale L’AUTOPROTEZIONE NELLE EMERGENZE

Aprendo: http://www.incamper.org/ con la ricerca libera trovi rapidamente tutti gli articoli da noi pubblicati dal 1992 per far attivare la Protezione Civile.

Pier Luigi Ciolli

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Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti

Firenze via San Niccolò 21

e-mail info@incamper.org

telefono 055 2340597 – 328 8169174

telefax 055 2346925

3 marzo 2009

Tassa smaltimento rifiuti (ovvero tassa per i rifiuti prodotti).

Ill.mo Signor Sindaco del Comune di Auronzo di Cadore (Belluno)

e p.c. Ill.mo Presidente della Provincia di Belluno

e p.c. Spett.Le Equitalia

e p.c. Alle Associazioni dei consumatori

Egr. Signor Sindaco,

lo scrivente in data 26 c.m. ha ricevuto da Equitalia l'avviso di pagamento n. 01620080011642245/000 (con scadenza ravvicinata di poche decine di ore) a riguardo della tassa per lo smaltimento dei rifiuti.

PREMESSO:

— che lo scrivente effettua una raccolta differenziata capillare in quanto assertore di una doverosa etica ambientale,

— che la modalità di calcolo (per superficie e non, caso mai, per abitante), viene ritenuta assurda e penalizzante, soprattutto per le persone anziane,

— che la modalità di calcolo per superficie, in locali dove rifiuti non se ne producono affatto (se non carta, che dopo il massimo riciclo, viene doverosamente e nuovamente riportata a riciclare e quindi con produzione di economia), è ancora una volta considerato erroneo,

— che nelle altri parti del mondo i rifiuti vengono gestiti in modo totalmente differente, basti vedere il sistema americano, dove l'utente che ricicla riceve invece di DOVER dare e basti vedere i "giri" che stanno venendo a galla sulla risorsa rifiuto (non solo la Campania dovrebbe insegnare qualcosa).

VISTA:

1) La Tassa rifiuto ritenuta dovuta (dall'Ente Comune) a riguardo dello Studio tecnico in Via Unione, 21a (immobile identificato catastalmente al foglio MU, particella 288 - sub 5) per l'anno 2008, superficie catastale di mq. 37 - 80% = mq. 30 = €. 190,00.

2) La Tassa rifiuto ritenuta dovuta (dall'Ente Comune), sempre per l'anno 2008, a riguardo della proprietà in Via Pospizza, 30 (identificata catastalmente al foglio Mu 2188 sub 10) = €. 65,00 e relativa pertinenza (identificata catastalmente al foglio Mu 2188 sub 7) = €. 156,00.

FA PRESENTE QUANTO SEGUE:

— A) La superficie dello Studio professionale presa erroneamente in calcolo da Codesto Ente non corrisponde affatto alla realtà, infatti, come da copia di contratto d'affitto - regolarmente depositato - ed allegato alla presente, risulta corrispondere in carico esattamente a mq. 23.

— B) La proprietà in Via Pospizza nr. 30, dopo divisione familiare e come da chiara pratica edilizia nr. 109/1997, presentata per acconsentire i lavori su altri sub, non risulta, come non potrebbe normativamente risultare abitabile (basti vedere come chiaramente manchi, dalle copie delle planimetrie allegate, totalmente qualsiasi servizio igienico), come pure non risulta nemmeno agibile (basti vedere la soffitta e parte del locale di categoria C2 - sprovvisti di accessibilità, come pure di serramentistica). Oltre a ciò basterebbe un controllo incrociato e risulterebbe che nessun contatore Enel e Bim è stato mai installato, ovvero nessun contatore è in carico a riguardo della stessa proprietà. Proprio per tali motivi lo scrivente è costretto, non potendo economicamente sostenere la spesa di ristrutturazione ed adeguamento sanitario, ad abitare in affitto e pagare la relativa Tassa rifiuti, comunque ritenuta una gabella per i M.Q.S.E.

PER TANTO:

Lo scrivente medesimo CHIEDE quindi che quanto prima l'Ufficio comunale preposto - nel caso fossero ritenute insufficienti le prove allegate, ovvero non venissero ritenute dovute le ricerche incrociate - programmi eventualmente una visita per controllare quanto sopra dichiarato, ovvero e comunque sospenda ogni possibile obbligo di ulteriori versamenti dopo la prima rata precauzionatamente versata come da copia allegata.

IN QUANTO:

Lo scrivente stesso ritiene, nel caso la metodologia utilizzata fosse ritenuta giuridicamente e sensatamente corretta, che gli importi eventualmente dovuti dovrebbero essere (al condizionale, visti i tempi che corrono):

— Studio professionale = €. 118,00

— Proprietà non abitata, non abitabile e non (in parte) nemmeno agibile = NULLA in quanto nessun rifiuto viene né potrebbe essere prodotto. In attesa di un comunque gradito e ritenuto dovuto riscontro entro il 31.03.2009, distinti ossequi.

Auronzo di Cadore, 30 gennaio 2009

Wladimiro Vecellio

24 febbraio 2009

Restituzione immediata ai cittadini tariffa servizio depurazione

Il coordinamento nazionale piccoli Comuni italiani dopo aver preso atto della Sentenza della Corte Costituzionale n.335/2008, pubblicata in GU il 15/10/2008, in merito alle norme impugnate: Art.14,c1, della legge 05.01.1994, n.36, sia nel testo originario che in quello modificato dall’art.28 delle legge 31.07. 2002, n.179, che recita: “La Corte Costituzionale: 1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art.14, comma 1, legge 5 gennaio 1994, n.36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), sia nel testo originario, sia nel testo modificato dall’art.28 della legge 31 luglio 2002,n.179 (Disposizioni in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”;
2) dichiara, ai sensi dell’art.27 della legge 11 marzo 1953, n.87, l’illegittimità costituzionale dell’art.155, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 (Norme in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota tariffaria riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”.
“Una decisione chiara – il commento del Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano - che vede coinvolti centinaia di piccoli Comuni, soprattutto meridionali, dove nonostante le risorse comunitarie i depuratori non sono stati costruiti o addirittura completati e non collaudati e presi in carico, del tutto abbandonati. Chiediamo risposte efficaci - attacca Caivano - da parte dei gestori pubblici e privati, con la restituzione immediata in bolletta ai cittadini utenti delle somme versate come tariffa riferita dal servizio di depurazione dal 1 gennaio 1994 ad oggi. A tal proposito chiederemo ai Prefetti ed ai Presidenti delle Giunte Regionali delle aree interessate di agire per garantire ai cittadini utenti l’esercizio del diritto ad avere servizi reali e non effimeri e contro legge”.
Il Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni si prepara a chiedere alla Corte di Giustizia Europea di avviare le procedura di verifica a tutela dei cittadini truffati in questi anni.
L’Addetto Stampa
Andrea Gisoldi

www.piccolicentrieuropei.com
infopiccolicomuni@gmail.com

17 gennaio 2008

Per un passaporto in più...

Pregiatissimi Signori Ministri Bonino, D'Alema, Amato e Mastella,

Vi prego innanzi tutto di voler accettare le mie più sentite scuse se invio alla  vostra  cortese attenzione questa comunicazione che a confronto degli spinossimi  problemi  quotidiani con cui vi dovete confrontare risulterà di ben poco conto, tuttavia di seguito un breve estratto di vita quotidiana:

Questura di Imperia -Italia- Europa, questa mattina ore 09.30 circa.

"Buongiorno, è possibile ottenere un duplicato del mio passaporto?"
"Si è possibile"
"Bene!  Non sa come mi sento sollevato perchè ogni volta che devo viaggiare per lavoro..."
"Signore  f orse  non  mi sono spiegata bene. Noi le rilasciamo un duplicato del  suo  passaporto  poi  però  uno resta in deposito qui da noi presso la questura  e l'altro rimane con lei per viaggiare, così se dopo essere stato ad  esempio in Israele dovesse andare in Arabia Saudita utilizzando l'altro
passaporto non ci saranno problemi"
"Ma  guardi  che  questo  tipo  di intralci diplomatici è da tempo che sono stati archiviati e dimenticati dal 99% dei paesi nel Mondo, io sono entrato in Israele con lo stesso passaporto con cui sono entrato in Egitto, Emirati Arabi e pure Arabia Saudita e nessuno ha mai avuto da ridire. Mi scusi ma a questo  punto  mi sfugge il nesso, se uno dei due passaporti deve rimanere
depositato presso la questura, secondo lei per quale remota ragione io sono venuto qui questa mattina per chiederle un duplicato?"
"Non so cosa dirle signore ognuno ha le sue buone ragioni, in ogni caso la procedura prevede questo e nullaltro"

Ufficio passaporti di una cittadina a nord di Londra -Regno Unito- Europa, 28 Dicembre 2007  (Venerdì di festa) il mio collega di cittadinanza Britannica.

"Buongiorno, è possibile ottenere un duplicato del mio passaporto?"
"Si certo è possibile. In realtà non sarà un duplicato ma gliene rilasciamo uno nuovo e lei tiene anche quello che ha già in uso. Unico documento aggiuntivo che è previsto è una lettera scritta e firmata dall'amministratore  delegato della società per cui lei lavora in cui viene dichiarata la motivazione della sua richiesta per ragioni professionali"
"Ecco qui la lettera, me la sono già fatta preparare! Non sa come mi sento sollevato perchè ogni volta che devo viaggiare per lavoro..."
"Si conosciamo bene il problema ed è per questo che esiste questa possibilità di avere due passaporti per chi viaggia spesso per lavoro
"
"Immagino che in questi giorni di festa ci voglia un po' più di tempo per preparare il mio nuovo passaporto?"
"Le  potrebbe andare bene se sarà pronto tra 4 ore?"

(ovviamente dopo 4 ore il secondo passaporto era pronto per il ritiro)

A questo punto avrei alcune sfiziose domande per voi:

Ma a voi Signori Ministri quando facevate ancora parte del mondo terracqueo normale di tutti i giorni, vi è mai capitato di dover posticipare o addirittura cancellare un viaggio di lavoro perchè il vostro passaporto non poteva stare allo stesso tempo al consolato Cinese di Roma e quello Indiano di Milano per l'ottenimento dei visti, mentre voi eravate su di un aereo di
ritorno dagli USA?

E' possibile conoscere la logica su cui si fonda l'integerrima regola per cui non si possono possedere due passaporti contenporaneamente, per motive e giustificate ragioni professionali, s'intende? Che cosa si teme per il possessore di ben due passaporti, che ne venda uno dei due al mercato nero?
O forse che lo per espatriare cambiandone la sua identità?
Oppure che finisca in mano nemica? O cos'altro?
Se sono risultato "meritevole" di ottenerne uno, se posso dimostrare e motivare la richiesta per un passaporto aggiuntivo, se pago due volte tutte le marche da bollo tasse e sovratasse imposte ed accise (e questo dovrebbe interessarvi), cosa c'è ancora che non va?

E' dignitoso per un paese democratico imporre ad un cittadino possessore di un passaporto di apporre quindi dover pagare ogni anno una marca da bollo per rendere il famigerato libretto valido per l'espatrio fuori dai paesi della Comunità Europea?
Non suona come un mero ricatto? Non è come voler dire che viaggiare è sempre e solo un piacere, quindi un lusso, dunque:
"PAGA e TACI!" ?

Se avete occasione di parlare col vostro collega Padoa Schioppa oltre a portargli i miei più distinti saluti, potreste suggerirgli che per la prossima finanziaria anziche tutte queste marche da bollo tasse e sovratasse imposte ed accise, potrebbe proporre una tassa sull'aria che si respira.
Mi permetto di suggerirne la semplice formula: accisa es. 0,001 € cent X capacità massima respiratoria uomo adulto (circa 5 litri) X 50 inspirazioni minuto (è la media) X 1440 minuti (24 ore in quanto pure quando si dorme si consuma aria) X 365 giorni anno. Il risultato sarebbe strabiliante per le casse dello stato.
Un consiglio, non pensate manco lontanamente di mettere nella mani dei governatori regionali una così brillante trovata, in men che non si dica finirebbe che un cittadino di Ortisei, dove l'aria è più pura dell'acqua distillata, pagherebbe ben di più di un cittadino di Napoli, dove suo malgrado respira più diossina che ossigeno.

Cordiali saluti,

Marco Franchi

13 gennaio 2008

Escamotage Lombardo - Ferrovie Nord

Buongiorno,

scrivo per chiedere informazioni sui treni della tratta Camnago-Lentate-Milano Bovisa e Meda- Milano Bovisa delle ferrovie nord omnibus (quelli che fanno tutte le fermate).

I tempi previsti di percorrenza sono rispettivamente di 37 minuti e 32 minuti .

Sappiamo con certezza che nelle fasce orarie di punta comprese tra le 7:00 e le 9:00 e la sera tra le 17:00 e le 20:00 tutti i treni di queste due direttrici raggiungono le rispettive destinazioni con ritardi cronici compresi tra i 10 e i 20 minuti ovvero con una media di ritardo pari a circa il 50 % del tempo di percorrenza.

Sappiamo che i treni circolano tra le 6 del mattino e le 24 circa per complessive 14 ore con frequenze variabili e corse ridotte nelle diverse fasce orarie.

Da un rapido calcolo possiamo stimare con ragionevole certezza un indice di affidabilità sicuramente superiore a quello previsto nella carta dei servizi che da, come conseguenza, diritto ad un bonus nell'acquisto dell'abbonamento successivo.

Sappiamo che il controllo di questo bonus deve essere fatto dalla Regione Lombardia e da alcune associazione di consumatori che ci leggono per conoscenza.

Sappiamo che le Ferrovie Nord sono al 57% proprietà della regione Lombardia quindi il controllato e il controllore sono la stessa cosa.

Con un escamotage nel calcolo del bonus sono state accorpate le linee omnibus sopra indicate, con i treni diretti per Asso e Canzo.

Questo permette all'indice di affidabilità di scendere sotto la soglia prevista per il rilascio del bonus.

Credo che queste cose siano inaccettabili e vergognose.

In attesa di una class action , porgo i miei saluti.

Ripamonti Andrea

14 dicembre 2007

Mi vergogno

NDR: lettera indirizzata alla Polizia Municipale del comune di Castellanza (VA).

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Buon giorno.

Vi scrivo per lamentare il Vs modo di operare nella distribuzione multe sul Vs territorio.

Ieri mattina mia moglie ha trovato una bella sorpresa di divieto di sosta per errata indicazione orario in zona della via Roma presso l’asl di zona.

L’ARRABBIATURA sta nel fatto che eravamo “a spasso” per mia suocera che è inferma da diversi anni ed invece di “buttarla” in un’ospizio le stiamo vicino per farle passare degnamente questo ultimi anni della sua vita.

Sta di fatto che mia moglie ha stupidamente indicato l’ora in modo corretto e il Vs operatore ha correttamente indicato le 18.00 invece delle 10.00 indicate sul disco orario.

Morale: la multa è di € 36,00 ed ovviamente non vi degnate nemmeno lontanamente di ammettere l’errore. Altrettanto ovviamente avete rimbalzato mia moglie dicendole che dobbiamo fare ricorso al giudice di pace o in prefettura o al ministro dell’interno direttamente!!!!!!!

Vi sembra logico:

1) essere cosi interessati a sostare presso i luoghi di parcheggio invece che spostare le vs risorse umane in servizi più utili a noi cittadini

2) che per € 36,00 ne debba perdere almeno il triplo in tempo e pratiche burocratiche varie.

Penso che dovreste modificare la rotta perchè i vs cittadini inizino a vedere gli enti pubblici come un servizio e non come un COSTO.

Grazie del tempo dedicato e buone feste.

Marco Marconi