Visualizzazione post con etichetta - Avvisi di ACU. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta - Avvisi di ACU. Mostra tutti i post

17 novembre 2009

Cliente civitanovese risarcita dalla compagnia telefonica.

La civitanoverse Antonia C., assistita dai responsabili della nostrana Associazione Consumatori e Utenti Dr. Alessandro Lippo e Dr. Alessandro Baldoni, è stata risarcita dalla compagnia telefonica non solo degli importi indebitamente pagati per un totale di 74 euro ma ha avuto il risarcimento di 150 euro per "il disagio patito".

La conciliazione con la compagnia telefonica è avvenuta dinnanzi al dirigente Co.Re.Com (Comitato Regionale per le Comunicazioni) presso la Regione Marche.
E' una grande vittoria per i cittadini che spesso subiscono indebite richieste di denaro dagli operatori commerciali più svariati.

"Questo deve servire come esempio per spronare le compagnie telefoniche a raggiungere la conciliazione con gli utenti attraverso gli operatori telefonici, senza dover affrontare la sofferenza delle carte scritte"

ha dichiarato Alessandro Lippo, Responsabile Dipartimento Class Action-Diritti Civili dell'Associazione.


Tutti i cittadini della provincia di Macerata che si trovano in situazioni analoghe possono rivolgersi presso la sede di Civitanova Marche sita in viale Vittorio Veneto numero 13, dal lunedì al giovedì dalle ore 17.30 alle 19.30 - Telefono 0733/773057 - 329/8027189. Siti internet locale WWW.MITUTELO.IT - nazionale WWW.ACU.IT

Carlo Cardarelli
Presidente ACU Marche

1 novembre 2009

Manutezione

Stiamo provando alcune nuove features per questo blog.
Ci scusiamo per eventuale disagio.

Redazione ACU

16 ottobre 2009

Vicenda ACEA - ATO5 S.p.A. Uno stallo intollerabile!

Segnaliamo ai nostri lettori l'importante lettera aperta del Comitato Civico per il Diritto all'Acqua.

La Redazione ACU

Lettera aperta del CO.CI.D.A. - ASPETTIAMO RISPOSTE


Al presidente della Provincia On. Antonello Iannarilli e p. c. a tutti i membri della giunta e del consiglio Provinciale con particolare riguardo all’Assessore Giuseppe Paliotta al Consigliere Gennarino Scaccia al Consigliere Antonio Salvati Piazza Gramsci 13 - 03100 Frosinone


Alla c.a. della Guardia di Finanza Comando Provinciale di Frosinone Via Cavour 55 - 03100 Frosinone

Agli organi di stampa La Provincia - redazionefrosinone@laprovinciaquotidiano.it Ciociaria oggicronaca@ciociariaoggi.net Il Tempo - frosinone@iltempo.it Il messaggero – frosinone@ilmessaggero.it


La vicenda dello scandalo delle risorse idriche in provincia di Frosinone è “mantenuta” in uno stato di stallo non più tollerabile. Indubbiamente la pausa estiva e quella elettorale dovuta alle elezioni provinciali ha permesso all’Acea Ato5 di godere di un periodo di tregua continuando a fare ciò che ha sempre fatto in questi anni. Dal canto suo la S.T.O. dell’ATO5, organo tecnico di interfaccia e garanzia trai i Comuni e il Gestore, invece di censurare dovutamente il comportamento dell’ACEA ha permesso che si perpetuassero le inadempienze e amplificassero le vessazioni nei confronti degli utenti. Solo nell’ultimo periodo quando lo scandalo delle risorse idriche in Provincia è esploso in tutta la sua gravità i componenti della S.T.O. hanno tentato di mettere una “pezza” al proprio operato denunciando finalmente la vera situazione, quella che tutti conoscevano. Soprattutto la conoscevano i politici membri della Consulta d’ambito, allora presieduta dall’ avv. Scalia. Una gestione cioè fuori controllo e la sussistenza delle condizioni, acclarate da tempo, per la risoluzione in danno del contratto di gestione. Ma si sa come vanno queste cose, i dirigenti della S.T.O., per evidenti motivi, invece di essere “azzerati” per questo pessimo servizio sono stati addirittura riconfermati, a cavallo delle elezioni, con contratti “importanti” e per un periodo non indifferente.

Vi ricordate la vicenda dei Comuni al di sotto dei 1000 abitanti che hanno chiesto e ottenuto di uscire dall’ATO5 ? Bene a distanza di oltre sei mesi da quella data ancora formalmente non sono usciti. Il tutto con la complice latitanza della S.T.O. Nel merito a poco sono servite le censure del Garante Regionale delle Risorse Idriche finalizzate a svincolare quei Comuni da ACEA e quindi al ritorno alla gestione diretta dei servizi idrici.

Sul fronte delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, poi, la magistratura da tempo ha annunciato che le ipotesi iniziali di abuso d’ufficio e truffa aggravata, riguardante appunto lo scandalo delle risorse idriche, aveva avuto riscontri eclatanti, eppure tutto tace e i tanto paventati avvisi di garanzia ancora non sono stati emessi. Senza contare le circostanze “scabrose” emerse nel corso delle indagini e riguardanti le gare di appalto, come è stato ribadito sui giornali nelle interviste rilasciate dai responsabili della procura di Frosinone. Le indagini “interne” condotte in Regione Lazio si sono arenate e i buoni propositi manifestati dai funzionari regionali, nelle diverse audizioni a cui abbiamo partecipato, completamente disattesi.Infine era il primo dicembre 2008 quando il CO.VI.R.I. in modo perentorio, con una ormai leggendaria delibera faceva chiarezza sui rincari illegittimi approvati contro i cittadini ancorché applicati in modo retroattivo, eppure ancora non si è proceduto alla applicazione delle categoriche indicazioni di quella delibera.Potremmo continuare ad illustrare altre “preoccupanti” situazioni, come ad esempio quelle sul fronte della depurazione e dell’inquinamento, ma esse di fatto non aggiungerebbero altro ad un contesto già di per se più che esplosivo. Chi ci sta rimettendo in questa condizione di empasse sono ancora una volta i cittadini. Lo sanno bene i nuovi Amministratori Provinciali a cui spetta, insieme alla magistratura, di porre fine a questa paradossale vicenda. Essi devono rammentare che i cittadini hanno fatto scelte di voto anche e soprattutto sulla base dei programmi elettorali. Ed è bene ricordare allora come il tema Acea Ato5 S.p.A. è stato il più gettonato alle ultime elezioni provinciali e la soluzione ottimale a questo problema, il punto qualificante delle “promesse” elettorali.

Noi che ci siamo assunti la responsabilità civile di denunciare innanzi la Procura della Repubblica di Cassino (all’epoca competente per territorio) la gestione ACEA Ato5 S.p.A. nel lontano marzo 2008.

Noi che siamo stati sempre a fianco dei cittadini non tollereremo alcun atteggiamento “promiscuo” della politica e continueremo la nostra battaglia. Non siamo stati ancora ascoltati dai nuovi Amministratori Provinciali, ma tutto sommato non c’è bisogno, anche perché molti di essi ci conoscono bene e anzi hanno condiviso con noi, fino ad un certo punto, le legittime istanze dei cittadini.

Sanno bene quindi che non occorre fare ulteriori approfondimenti di indagine, le carte noi le abbiamo come loro. Sanno cioè che devono mettere in atto quello che hanno sempre sostenuto insieme a noi: “procedere senza indugio alla risoluzione in danno del contratto ACEA disatteso e tornare alla gestione pubblica del bene comune. Il tempo delle azioni concrete e della netta discontinuità con la precedente amministrazione è arrivato, quello della campagna elettorale appartiene al passato.

Del resto verso la gestione pubblica e la concreta autonomia dei comuni è ormai approdato anche il Consiglio di Stato con sentenza n. 5501/2009 del 15 Settembre 2009. Questa sentenza infatti cancellando l’originale ricorso della Provincia di Latina e di Acqualatina S.p.A., ha definitivamente resa operativa la scelta del Comune di Aprilia, Comune simbolo della battaglia contro i “predoni dell’acqua”, di non approvare il contratto di gestione con Acqualatina S.p.A. In sintesi è stato riconosciuta la piena libertà dei singoli Comuni di non impegnarsi nell’ambito territoriale di gestione del servizio idrico. Scelta che deve ritenersi piena e non soggetta a restrizioni di sorta. Trattasi di una sentenza fondamentale le cui conseguenze sono facilmente prevedibili.

Responsabile del Comitato Civico per il Diritto all'Acqua.

5 agosto 2009

Arriva, finalmente, la Class Action

La Class Action, ovvero l’azione risarcitoria collettiva arriva, ma è un “treno” che potrebbe arrivare molto spesso in ritardo o peggio venire soppresso.

Aiutateci e partecipate al contributo di idee ed iniziative!

ACU è pronta per partire con azioni mirate e la scelta sulle priorità è molto importante.

ATTENDIAMO i vostri contributi!

Per ulteriori informazioni cliccate sul link qui di seguito in cui potete leggere 2 articoli del sole 24 ore .

Gianni Cavinato

PRESIDENTE NAZIONALE E LEGALE RAPPRESENTANTE

Via Padre Luigi Monti, 20/c

20162 MILANO

28 luglio 2009

Contatti ACU

Per le vostre comunicazioni

utilizzate esclusivamente il seguente

indirizzo e-mail:

acu.segreteria@gmail.com

TEL O2-6615411

FAX 02-6425293

L’Associazione è aperta durante tutto il mese di Agosto nei giorni feriali (lunedi-venerdi ore 9.30-12.30 e 14.30-16.30)

Il Presidente Nazionale

Gianni Cavinato

6 marzo 2008

Italiarredo: ecco l'indirizzo a cui rivolgersi

A seguito delle numerose segnalazioni, e del nostro intervento verso Italiarredo, la Direzione dell'azienda ha dichiarato la propria disponibilità ad affrontare le problematicità incontrate dai consumatori. Pertanto invitiamo tutte le persone interessate a scrivere il proprio reclamo al seguente indirizzo:

La Fenice Holding s.r.l., Via Annovazzi n. 15 - 00053 Civitavecchia (RM).

Contestualmente il reclamo va indirizzato anche alla Direzione del Punto vendita Italiarredo, al quale ci si è rivolti per l'acquisto/ordine, e all'ACU-Associazione Consumatori Utenti, Via Padre Luigi Monti n. 20/C - 20162 Milano.

Technorati Tag:

5 gennaio 2008

Le verità su Italiarredo - ACU ha deciso di muoversi in via legale nei confronti dell'azienda

italiarredoCari amici,

nel post su Italiarredo del 2 novembre ha raggiunto il nr di 34 38 44 commenti.

Tutti (tranne qualcuno) sono commenti di denuncia di situazioni impossibili, clienti stremati dall'assenza di risposte certe e tempi di attesa per la consegna dei mobili (spesso rotti o incompleti) infiniti.
Per questo motivo il Presidente di ACU, Gianni Cavinato, ha mobilitato lo staff legale dell'Associazione con il compito di scrivere formalmente una lettera tecnico-giuridica ad Italiarredo scoraggiandola nel continuare questi comportamenti dannosi per i consumatori. Nel caso di perseveranza si passerà a vie legali più decise.

L'obiettivo è quello di scuotere dal torpore e dall'indifferenza la dirigenza di Italiarredo, e risolvere tutte le questioni che ci sono state presentate, oltre a quelle di cui non siamo a conoscenza.

Vi ricordiamo che la soddisfazione del cliente dovrebbe essere la prima preoccupazione dell'azienda, e non l'ultima dei suoi problemi

A suffragio di ciò che ci viene segnalato da voi, portiamo la testimonianza di un ex dipendente di Italiarredo (che ha desiderato rimanere anonimo), il quale ha lasciato un commento sul blog spiegando alcune cose:

Italiarredo

Ciao, io ho lavorato sia nella sede di Vimercate che in quella di San Donato. La questione reale non è tanto se i mobili arrivano o meno.

La truffa voluta ti posso assicurare che non c'è, il vero problema è che ci sono persone a capo che non conoscono neanche come è fatto un mobile, molti di loro sono dei grandissimi arroganti e menefreghisti; sai quante volte noi venditori cercavamo di risolvere i problemi dei clienti quando venivano a segnalarci un problema in punto vendita?
Ma ti giuro che trovavi persone (i fantomatici responsabili) che facevano solo i maestrini saccenti ma prendevano il problema sottogamba.

Noi poveracci dovevamo subirci le ire dei clienti (a giusta ragione) e in più quando andavi a destra e sinistra per cercare di trovare una soluzione sai cosa ti sentivi dire?:

"eh, ragazzi ma voi il problema non dovete venire solo a dirlo qui a noi, ma dovete risolverlo! Dite ai clienti che siete voi i responsabili e che gli risolvete il problema!"

...una CAZZATA!!! Poichè il cliente, dopo che aveva telefonato miliardi di volte o era già venuto in precedenza a segnalare il problema al negozio, logicamente voleva parlare con un responsabile!!!

Noi oltre che fare la segnalazione non potevamo far altro. La vera piaga sono: l'ufficio consegne, i montatori e l'ufficio assistenza.
Ripeto che noi venditori e le cassiere (ovviamente tolte alcune eccezioni) non abbiamo nessuna colpa! A me dispiace tanto x la situazione che alcuni creano, primo per i clienti e secondo per alcuni dei miei ex colleghi che lì ci lavorano ancora e si impegnano davvero.

Sai quante situazioni di clienti disperati che avevano bisogno dei mobili per andarci a vivere o perchè pagavano già un affitto potrei raccontare?

Morale della favola è che IL PESCE PUZZA DALLA TESTA"


Inoltre un blogger ci ha segnalato con un commento come vedere Italiarredo a "Mi Manda Raitre".

Clicca qui per vederlo (devi usare Internet Explorer).

Vi terremo aggiornati! Seguite il blog! ;O)

Technorati Tag: ,