7 agosto 2009

Gli scontrini dovrebbero essere indelebeli per garanzia

Basta carta chimica per stampare gli scontrini fiscali. Serve una stampa indelebile per far valere la garanzia!

Sono d'accordo alla pubblicazione della mia "denuncia" e vi ringrazio per la vostra serietà e cortesia, lascio i dati da voi richiesti.

Salve,

sono un cittadino residente a Sassari e volevo denunciare, o sapere se esiste un'azione in corso della quale non sono al corrente, in merito alla "furbata" perpetrata ai danni del cittadino con
l'introduzione dell'uso della carta chimica per la stampa degli scontrini fiscali.

Qual è lo scopo dell'uso d questo tipo di carta se non quello di far scomparire quel che c'è stampato sopra con conseguenze negative nei confronti del consumatore? (valenze di garanzie, rimborsi di medicinali).

Vorrei che ci si interessasse nei confronti di quest'argomento e che l'unica difesa prospettata non sia quella di fotocopiare lo scontrino al momento dell'acquisito, anche perché comunque mostrando la coppia a volte viene chiesto come riscontro di presentare comunque l'originale che dopo ben prima dei due anni è diventato un foglio bianco.

Ringraziandovi preventivamente per il vostro interesse e comunque per il lavoro che quotidianamente svolgete porgo i miei più cordiali saluti.

Luca Cozzio
Sassari

5 agosto 2009

Arriva, finalmente, la Class Action

La Class Action, ovvero l’azione risarcitoria collettiva arriva, ma è un “treno” che potrebbe arrivare molto spesso in ritardo o peggio venire soppresso.

Aiutateci e partecipate al contributo di idee ed iniziative!

ACU è pronta per partire con azioni mirate e la scelta sulle priorità è molto importante.

ATTENDIAMO i vostri contributi!

Per ulteriori informazioni cliccate sul link qui di seguito in cui potete leggere 2 articoli del sole 24 ore .

Gianni Cavinato

PRESIDENTE NAZIONALE E LEGALE RAPPRESENTANTE

Via Padre Luigi Monti, 20/c

20162 MILANO

4 agosto 2009

Trenitalia e le multe ingiuste sui treni

Buongiorno,

eccovi la mail a spiegarvi quanto mi è successo con Trenitalia: ho ricevuto una multa nel treno regionale che andava da Milano a Venezia. Io sono salito a G. e non essendo funzionante l'emettitrice di biglietti in stazione, mi sono recato a bordo treno dal controllore per farmi fare il biglietto da lui. Questi,con fare arrogante, mi ha rifilato una multa sostenendo che l'emettitrice di biglietti funzionava; io gli ho spiegato la situazione, avevo pure dei testimoni, e allora ha ribattuto che io dovevo recarmi da lui ancora prima che il treno partisse, cosa che per me non era stata possibile. Mi ha quindi multato ed io ho fatto compilare il verbale, adducendo a protesta le motivazioni qui descritte. Mi sembra infatti assurdo essere multato quando io per primo mi ero recato dal controllore.
Ho quindi fatto ricorso, che Trenitalia mi ha respinto, sostenendo che "a favore di viaggiatori in partenza da impianti durante il periodo in cui la biglietteria non sia funzionante, a condizione che, nel caso di utilizzo di treni Regionali non siano dotati di punti vendita alternativi o nel caso di utilizzo degli altri treni non siano dotati di macchine self-service o le stesse non siano funzionanti, è ammesso, previo avviso al personale del treno, il rilascio delle sotto elencate tipologie di biglietti:...". Motivazione che non c'entra assolutamente nulla con quella addotta dal controllore e che per di più trovo ulteriormente inammissibile: com'è possibile costringere l'usufruttuario del servizio ad acquistarsi il biglietto fuori dalla stazione, magari vagando per chilometri nel paese alla ricerca di un punto vendita alternativo?
Questo è un vero e proprio disservizio di Trenitalia, che non mette a disposizione gli strumenti necessari alla viabilità del cittadino. E lamento il fatto che venga compilata una multa del genere e poi respinto il ricorso. Adduco un esempio per corroborare la mia lamentela: a G. l'ultimo treno della mattina per P. è alle ore 10.52, la corsa successiva è una corriera, alle 12.24. Se l'emettitrice di biglietti non funziona, il viaggiatore deve recarsi al punto vendita, comprare il biglietto e poi tornare in stazione; se per caso il treno nel frattempo è già passato -come è molto probabile che sia-, l'utente deve aspettare più di un'ora e mezza.
Lascio a voi il giudizio in merito a questa questione e attendo una vostra risposta. Io non sono intenzionato a pagare una multa che credo ingiusta e irrispettosa.

Grazie della cortese attenzione

28 luglio 2009

Trenitalia: sempre annunci e ritardi

Segnalo che ieri mattina, alla stazione di Morengo-Bariano, senza alcun annuncio che informasse i pendolari in attesa:

- il treno proveniente da Brescia n. 10606, atteso alle 7:20, era in ritardo

- il treno successivo, n. 10604, atteso alle 7:32, non era ancora stato annunciato

Poco prima delle 7:30, sempre senza alcun annuncio, è arrivato un treno che in quanto ad aspetto e sporcizia, sia all’esterno che all’interno era del tutto simile ai treni pendolari suddetti.

I passeggeri in attesa, immaginando che fosse il treno 10606 in ritardo o il 10604 in orario (si sa mai…), sono saliti e, come previsto per entrambi i treni, hanno visto effettuare la fermata alla stazione di Vidalengo.

Fin qui sembrava tutto regolare: pur senza sapere precisamente su quale, si trovavano su un treno pendolare.

Il problema è che quello non era affatto un pendolare ma un treno che straordinariamente ha effettuato anche la fermata di Vidalengo, lasciando immaginare a tutti che avrebbe fatto anche tutte le altre fermate, come ogni giorno. Sempre senza informazioni mediante annunci, ovviamente. Perfino i viaggiatori che avevano preso il treno nelle stazioni precedenti non sapevano esattamente su quale treno si trovavano in quel momento.

Risultato: alcuni passeggeri diretti nelle stazioni di Cassano e di Melzo si sono ritrovati direttamente a Milano Lambrate. Hanno così scoperto che il treno in questione era un “diretto” (quale non è dato sapere … ), e non un pendolare che fa tutte le fermate.

Con l’occasione faccio presente che il treno n. 10606 anche stamattina era sporco in modo inaccettabile e che in alcuni vagoni le porte di accesso erano bloccate (almeno cinque porte).

Si sa che la pazienza dei pendolari è molto elastica. Almeno quanto la resistenza dei loro anticorpi.

Si cerchi però di non esagerare, per favore!

Mariangela Borella

Comitato Pendolari Morengo-Bariano

Emergenza Viareggio: dov'è il piano comunale di Emergenza??

COMUNICATO STAMPA Firenze 2 luglio 2009

VIAREGGIO: DOVE è IL PIANO COMUNALE DI EMERGENZA?

Abbiamo visto in televisione l’emergenza a Viareggio per il deragliamento e lo scoppio di (fortunatamente) una sola cisterna di GPL.

Abbiamo visto l’allestimento delle tende nella piazza del Comune.

Abbiamo aperto il sito ufficiale del Comune http://www.comune.viareggio.lu.it senza trovare come il cittadino si deve comportare allorquando si scatena una emergenza. Non solo, non abbiamo trovato indicazioni sul Piano Comunale di Emergenza e tantomeno dove sono ubicate le aree attrezzate per accogliere cittadini e i veicoli della Protezione Civile in caso di emergenza.

In parole povere, pare che la Legge 225 varata nel 1992 per attivare la Protezione Civile non sia operativa nel Comune di Viareggio: famosa città che nel periodo estivo raddoppia o triplica le presenze e che durante il famoso carnevale vede la presenza di decine di migliaia di persone provenienti da tutte le parti del mondo.

A questo punto nel 2009:

Dobbiamo ancora accettare di vedere in televisione concittadini che non sanno dove recarsi per essere in sicurezza e assistiti?

Dobbiamo sempre contare sull’improvvisazione e capacità dei cittadini italiani per far fronte alle continue emergenze?

Dobbiamo assistere a continui 8 settembre dove chi ricopre cariche pubbliche non ha organizzato quanto previsto e indicato dalle leggi?

Dobbiamo ricordare che senza i Piani Organizzativi, anche la semplice operazione di recupero dei beni dei cittadini colpiti diventa un’impresa onerosa e difficile se non sono stati individuati per tempo i magazzini dove depositarli nonché non si prevista la procedura informatizzata per catalogare detti beni e la loro ubicazione.

Dobbiamo ricordare che per l’attivazione della Protezione Civile LE RESPONSABILITÀ di un SINDACO partono dal lontano 1992, infatti, grazie alle indicazioni contenute nella Legge n. 225 del 24 febbraio 1992 istitutiva del Servizio Nazionale di Protezione Civile per la prima volta al Sindaco fu messo in grado di attivare una facile ed economica attuazione della pianificazione di emergenza (Piano Comunale di Emergenza) e le relative procedure per le manovre sul campo (Metodo Augustus).

Per sapere se il tuo sindaco ha attivato un efficace Piano di Protezione Civile domandati:

Dove mi devo recare in caso di: terremoto? esondazione? disastro chimico?

Se hai risposta significa che NON esiste nel tuo Comune un Piano Comunale di Emergenza secondo il Metodo Augustus e NON vivi in sicurezza, quindi, È TUO DIRITTO-DOVERE DI CITTADINO INVIARE ESPOSTO DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA per omessa attuazione della Legge n. 225 del 24 febbraio 1992.

Aprendo: http://www.incamper.org/dettagli_pubblicazione.asp?id=1 puoi scaricare e inviare al tuo sindaco il famoso e utile manuale L’AUTOPROTEZIONE NELLE EMERGENZE

Aprendo: http://www.incamper.org/ con la ricerca libera trovi rapidamente tutti gli articoli da noi pubblicati dal 1992 per far attivare la Protezione Civile.

Pier Luigi Ciolli

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Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti

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